Pacì Paciana – ol padrù della Val Brembana

La storia di Vincenzo Pacchiana, meglio conosciuto come Pacì Paciana, iniziò il 18 dicembre 1773 nella contrada Bonoré di Grumello de’ Zanchi a Zogno.

Abbandonata la professione di oste si diede al brigantaggio ma, secondo la leggenda, ricordando le sue origini, aiutando i poveri e acquisendo così la fiducia della gente, tanto che gli fu conferito l’appellativo di “padrone della val brembana”.

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Pacì Paciana

La leggenda comincia nella sua osteria, dove due viandanti, dopo aver cenato, chiesero al pacì un orologio, in modo tale da non tardare ad alzarsi il mattino; lui si fidò e gli diede il suo unico orologio, regalatogli dal padre.

Il giorno seguente Vincenzo andò a chiedere indietro l’orologio ma degli ospiti non vi era traccia, uscito di fretta corse a cercarli, li raggiunse in prossimità di un ponte sul brembo e, dopo una minaccia e qualche pugno riacquisì il suo orologio. I due ladri però non si diedero per vinti e andarono subito dai gendarmi (all’epoca Bergamo era occupata dai francesi) e gli raccontarono di essere stati derubati dall’oste bergamasco che pertanto venne incarcerato. Una volta tornato in libertà decise di vendicarsi per questa ingiustizia dandosi al brigantaggio, iniziò quindi a rubare ai più ricchi per aiutare i poveri; latitante scappa dalle guardie e, nonostante i numerosi agguati esce sempre indenne, grazie anche ad una sorta di giubbotto di ferro da lui costruito.

A questo punto della storia vi sono diverse teorie, alcuni narrano infatti di una storia d’amore tra il brigante e la sua prediletta.

Secondo questa versione i due si incontravano nel segreto, nascondendosi dalle guardie e dalla gente, il loro amore era sincero ma non poteva concretizzarsi data la vita criminale del Pacì Paciana. Un giorno però, abbandonata la paura, decisero di darsi appuntamento sul ponte di Sedrina, arrivato sul posto Vincenzo non trovò ad aspettarlo

ponte di sedrina
Ponte di Sedrina (al tempo ve n’era solamente uno)

la sua amata bensì le guardie che, avvisate dalla ragazza, gli tesero un agguato, bloccandolo da entrambi i lati. Il capo dei gendarmi intimò al brigante di arrendersi aggiungendo : “Anche le vecchie volpi si prendono”. Il Pacì ribatté: “Le vecchie volpi sì, ma non di questo pelo!” e saltò dal ponte sfuggendo alla cattura.

La seconda versione invece esclude la storia d’amore, dice inoltre che dopo essersi buttato riuscì a salvarsi e a scappare dalle guardie; un giorno durante una sosta nel bosco fu morso da una vipera e corse, per farsi aiutare, dal suo fidato amico Carcino Carciofoli che attirato dalla taglia di 100 zecchini uccise il Pacì Paciana, consegnando la testa ai gendarmi che la esposero sotto la ghigliottina della Fara (nei pressi di Porta Sant’Agostino).

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burattino del Pacì Paciana

Qui termina la storia del robin hood bergamasco la cui figura è oggi un burattino e che si spera venga tramandata alle generazioni future, che possano anche loro conoscere la leggenda del “padrone della val brembana”

 

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