L’Omocausto dimenticato, ma ancora presente

Tra il 1922 e il 1933 l’Europa venne sconvolta dall’avvento al potere di due regimi che avrebbero segnato tragicamente il ventesimo secolo: il regime fascista in Italia e quello nazista in Germania; portatori di due ideologie che intendevano ricreare un “ Nuovo italiano” e una “razza ariana”, purificata attraverso lo sterminio di tutti gli elementi ritenuti “inutili, inadatti alla vita”.

Queste folli ideologie politiche sconvolsero il panorama sociale europeo. Questa tragedia ha riempito pagine e pagine dei libri di storia e alcune parti di essa sono cadute nel silenzio : tra queste quello che in tempi recenti è stato definito l’Omocausto, cioè la persecuzione e lo sterminio di migliaia di omosessuali, uomini e donne, ritenuti un pericolo per la società e quindi aggrediti, perseguitati e sterminati. Anche per gli omosessuali si aprirono i cancelli dei campi di concentramento e a migliaia vennero marchiati con un triangolo rosa, costretti a subire aberranti esperimenti medici, torture e soppressione nelle camere a gas. Coloro che venivano usati come cavie per esperimenti clinici, subivano un impianto di una ghiandola artificiale di testosterone che avrebbe dovuto sanare la devianza omo-affettiva. Esperimenti per altro senza alcun valore scientifico. Spesso i medici e i tecnici di laboratorio non sapevano nemmeno come procedere e non dosavano i trattamenti e la purezza dei farmaci.

Il testosterone è un ormone steroideo del gruppo androgeno (la parola androgeni ha origini greche e significa: che producono uomo ) prodotto principalmente dalle cellule di Leydig situate nei testicoli. Gli ormoni stereoidei sono messaggeri chimici prodotti a partire dal colesterolo ed in grado di influenzare l’attività di gruppi più o meno ampi di cellule bersaglio. La desinenza -one è dovuta alla presenza di un gruppo chetonico CO(presenza di un gruppo carbonile) sull’atomo C3 del primo anello del carbonio dello steroide. L’utilizzo già in passato del testosterone è giustificato dal fatto che nell’uomo tale ormone è deputato allo sviluppo degli organi sessuali e dei caratteri sessuali secondari, come la barba, la distribuzione dei peli, il timbro della voce e la muscolatura.

Iltestosteronevieneimpiegatonella terapia ormonale insieme alla chirurgia plastica nel processo di transizione, dal sesso femminile a quello maschile. Lo scopo è quello di mascolinizzare il corpo. Tale terapia dura tutta la vita diminuendo il dosaggio man mano che l’età avanza.In Italia i provvedimenti utilizzati contro gli omosessuali furono: la diffida, l’ammonizione e soprattutto il confino, cioè la residenza coatta in un luogo lontano da quello in cui la persona viveva, con limitazione della libertà personale. Inoltre alcuni venivano condannati al lavoro forzato nelle miniere di Carbonia, fondato dal regime in Sardegna. L’asprezza delle condizioni di vita dei confinati spesso creava a loro disturbi psichici fino al ricovero in manicomio. Molti parenti rifiutarono di avere contatti con i confinati per omosessualità e gli omosessuali stessi soffrirono per il disonore gettato sulle proprie famiglie

Un dramma, quello degli omosessuali, che non terminò neppure con la fine della guerra, uccisi per il loro modo di amare “diverso”. Deliri che non stupiscono nemmeno oggi, purtroppo, visto che ancora in troppi paesi l’omosessualità è considerata una devianza, una malattia, un reato punibile con la pena di morte.

L’omosessualità in Cina è considerata ancora oggi un tabù ed è trattata da alcuni medici come una forma di depressione: sono ancora molte le persone che non accettano gli omosessuali e non ne riconoscono alcun diritto. Per questo molti giovani scelgono di trasferirsi nelle città più grandi, dove la tolleranza è più alta e il modo di vivere la propria sessualità è libero.

Il Presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha esplicitamente confessato che preferirebbe avere un “figlio morto piuttosto che un figlio gay”; “Se vedo due uomini che si baciano per strada, li uccido”, dichiarazioni queste insindacabili.

In Cecenia centinaia di uomini omosessuali sono detenuti illegalmente in un centro di prigionia ad Argun, una cittadina a circa 15 Km ad Est della capitale Groznyi, dove secondo vari testimoni vengono sistematicamente torturati. Due sopravvissuti hanno dichiarato al quotidiano indipendente Russo Novaya Gazeta: “Ci hanno fatto l’elettroshock. Era molto doloroso. Ho resistito finché non ho perso i sensi e sono caduto a terra. Ci picchiavano con dei tubi. Sempre sotto la vita. Ci dicevano che siamo cani che non meritano di vivere”.

Purtroppo, anche in Tanzania è caccia ai gay: il Governo dichiara guerra agli omosessuali; vi è una politica repressiva ed autoritaria che ha dato inizio a una guerra agli omosessuali ed è stata creata una squadra speciale di sorveglianza per scovare i gay e consegnarli alle autorità. Secondo il Governatore della Tanzania, il comportamento omosessuale calpesta i valori morali della società e della religione. In Tanzania l’omosessualità è illegale secondo gli articoli 154-157 in vigore dall’era coloniale, con pena fino a 14 anni di prigione. Nel 2014 è stata introdotta una nuova legge che prolunga la prigionia fino a 25 anni.

Amnesty International ha svolto un indagine nel 2018 “Italiani e le discriminazioni”, in quanto ancora troppi italiani minimizzano i dati sulla violenza di genere, omofobia e bullismo. I dati emersi non sono incoraggianti e spesso in Italia si tende a minimizzare il problema pensando che se ne parli di più solo perché lo fanno i mass media e i social. La verità è che in Italia il 23% della popolazione Lgbt è stata oggetto di minacce o aggressioni fisiche. Lo studio è stato realizzato su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta e il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia gli omosessuali siano molto o abbastanza discriminati. La consapevolezza c’è, ma anche un evidente retaggio culturale che continua a camminare in direzione opposta: l’Italia infatti è il paese dove il 55,9% della popolazione si dichiara d’accordo con l’affermazione “Se gli omosessuali fossero più discreti sarebbero meglio accettati”, frase che fa comprendere quanto alle persone omosessuali non siano riconosciuti gli stessi diritti degli altri.

Ad oggi, ben 18 stati europei proibiscono del tutto agli omosessuali maschi la donazione di sangue. Insomma, la strada da fare è ancora lunga.

I diritti umani riguardano tutti ed è fondamentale continuare nelle grandi battaglie per affermare ed aiutare chi non ha voce sia in Italia che nel Mondo.

mappa diritti lgbt nel mondo

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