Shoah a Bergamo #1: le fasi della persecuzione

Un censimento dell’agosto del 1938 definisce il numero di ebrei residenti sul territorio nazionale -52’425- e nella provincia di Bergamo -79- di cui 52 in città, arrivati principalmente dopo la prima guerra mondiale, e 27 sparsi in 8 comuni tra cui Clusone, San pellegrino, Scanzorosciate e Spirano; una presenza non numerosa che ci colloca pertanto al 50° posto per numero di residenti ebrei tra le province italiane.

Gli ebrei a Bergamo appartengono principalmente alla generazione nata intorno agli anni venti da matrimoni detti “misti” ovvero formatesi dall’intreccio culturale e religioso dei due coniugi, altri invece si sono trasferiti in italia nella seconda metà degli anni trenta.

L’italia infatti in quel periodo attuava una politica di apertura facilitando l’ingresso regolare degli stranieri fuggenti da altre nazioni europee.

Con il sistema razziale le cose cambiano radicalmente, a partire dal novembre 1938 infatti viene vietato ogni tipo di ingresso straniero a scopo di residenza, decretando inoltre l’allontanamento dalla nazione per tutti coloro che erano immigrati in italia dopo il primo gennaio 1919.

1938 e il “manifesto della razza”

foto44

Il 5 settembre 1938 vengono emanate le leggi razziali, un insieme di provvedimenti rivolti in particolar modo alle persone di religione ebraica.

Il manifesto della razza, testo pubblicato con il nome di “Il fascismo e i problemi della razza” e firmato dai principali scienziati italiani, diviene la base ideologica e pseudo-scientifica della politica razzista italiana dando così pieno inizio alle persecuzioni. Quest’ultimo definiva il concetto di razza superiore, ovvero quella ariana, e spiegava le motivazioni per cui i caratteri fisici e psicologici italiani non dovevano venire alterati in nessun modo.

Anche nella nostra provincia atti espliciti di violenza non mancano, ne è un esempio la farmacia “Levi” la cui vetrina venne imbrattata con numerose scritte antisemite, la famiglia fu così costretta a lasciare l’attività e trasferirsi in Svizzera.

Nel 1940 l’entrata in guerra dell’italia inasprisce la persecuzione.

denuncia appartenenza razza ebraica

A Bergamo gli ebrei, che prima erano integrati (motivo per cui non venne mai istituito un vero e proprio ghetto), ora sono totalmente spariti dalla vita collettiva, le loro imprese commerciali cancellate dall’elenco telefonico, come è stato per il negozio “Da Levi” di Ambivere e molte altre, vengono inoltre esclusi da tutti gli incarichi statali costringendone così 19  ad allontanarsi dalla città tutto ciò nell’indifferenza generale.

telegramma

Con la circolare telegrafica n.5 del 1943, il ministro degli interni Guido Buffarini, ordina la cattura e il concentramento degli ebrei e il sequestro dei loro beni.  

La polizia italiana collabora quindi con la Gestapo  e da inizio alla deportazione.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: