“Gli ultimi… che sono primi”


Oggi vorrei proporre la recensione del libro “Ultimo, il capitano che arrestò
Toto Riina”. Questo libro è una  biografia scritta da Maurizio Torrealta, giornalista che ha raccolto in un’intervista la vita del carabiniere Sergio De Caprio e poi l’ha messa per iscritto.

Si narra della carriera di Ultimo nell’Arma, dalla decisione di arruolarsi sino al culmine della sua vita lavorativa.

Il Capitano è nato in un paesino della Toscana all’inizio degli anni ’60.
Membro di una modesta famiglia di campagna, viene sin da piccolo educato ai principi di umiltà e accoglienza.
La decisione di arruolarsi, dice, nasce grazie al padre e al nonno, entrambi carabinieri, e alla volontà di tutelare i più deboli.
Ciò emerge con chiarezza dai suoi pensieri e dai suoi gesti già dai primi anni di arruolamento.
Nei primi periodi di studio emerge chiaramente l’amore per il proprio lavoro e il disprezzo del privilegio e del potere.
Finita la formazione presso la Nunziatella a Napoli, l’Accademia a Modena e la Scuola Ufficiali a Roma iniziò la sua carriera a Palermo.
Qui Ultimo sviluppa con i suoi colleghi un forte senso di amicizia, stima e fiducia reciproca, come fra “soldati che combattono sul campo”, dice lui.
Ultimo non va alla ricerca di premi e promozioni, infatti dice più volte che la guerra la fa la gente semplice, non i cravattari e i dottori.
A Palermo conosce Cosa Nostra e sviluppa una nuova metodologia operativa.

Con i suoi uomini, in varie caserme, opera attraverso interventi nascosti, vivendo tra gli ultimi e gli umili, pedinando e spiando i soggetti dell’associazione mafiosa come loro fanno con le loro vittime.
Il Capitano compirà numerosi arresti, alcuni dei quali epocali, come quello di Toto Riina, uno dei perni centrali della mafia in Italia.
Ciò nonostante continuerà a vivere tra gli “ultimi”, da qui la scelta del suo nome in codice, e a rifiutare ogni privilegio.

Questa storia è narrata con uno stile semplice e comprensibile, capace di attirare e incuriosire il lettore.

Con tutta questa semplicità si racconta però di un pezzo della storia italiana.
Ultimo e i suoi uomini, con umiltà, hanno creato un modo efficace di combattere Cosa Nostra e in generale ogni sopruso contro i più deboli.
Questo libro fa capire che non sempre bisogna ricercare i massimi incarichi e poteri per far qualcosa di concreto ma che nella maggior parte dei casi è la gente umile e povera, quelli spesso anche sottovalutati nelle loro competenze ma capaci di  lavorare instancabilmente e senza orari, che fanno la guerra all’ingiustizia in modo pratico, senza mettersi in risalto.

Questo libro mi ha molto colpito ed è stato entusiasmante scoprire la vita degli uomini che ci difendono e ci tutelano, rinunciando a premi, a promozioni e ad una vita “comoda” per fare il bene della gente semplice.
GIORGIO LANFRANCHI

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