I ragni più pericolosi della Terra

Nonostante in Italia non siano particolarmente rilevanti, è interessante sapere qualcosa sui ragni più pericolosi della Terra. Su 48.350 specie di ragni attualmente (20/08/2019) conosciute dall’uomo (la lista aggiornata ora per ora può essere trovata qui: http://wsc.nmbe.ch/statistics/), circa 200 di queste (≃ 0,414 % del totale) sono considerate pericolose per l’uomo, a loro volta solamente due specie velenose sono state rilevate in Italia. Bisogna specificare che i ragni (nome scientifico: Araneae) non fanno parte della stessa categoria degli insetti (Insecta) e in quanto tali sono diversi sia per le caratteristiche fisiche che per il comportamento.

Vediamo quali sono i ragni più velenosi del mondo.

1) L’aracnide classificato come il più velenoso in assoluto è il ragno delle banane (Phoneutria nigriventer), conosciuto anche come “ragno vagabondo” o “ragno brasiliano”. Vive in alcune zone dell’America Meridionale, soprattutto nella Foresta Amazzonica. Oltre a produrre un veleno caratterizzato da otto diverse tossine e neurotossine, è particolarmente aggressivo nei confronti dell’uomo e prende il nome dal fatto che si nasconde nei caschi di banane e, in quanto tale, è potenzialmente rovinoso per i coltivatori e i raccoglitori del frutto. Il morso può causare impotenza, tachicardia, vomito, diarrea, parestesia (alterazione della sensibilità degli arti o di altre parti del corpo), edema (accumulo di liquidi negli spazi interstiziali del corpo), shock anafilattico e priapismo. Bastano 0,15 mg/Kg di veleno per raggiungere la morte in un essere umano. Raggiunge i 15 centimetri di lunghezza (zampe comprese). Un fatto curioso è che il ragno è stato avvistato due volte nei supermercati in Europa, continente raggiunto tramite l’importazione delle banane: una volta nel Regno Unito e l’altra in Germania.

2) Altro aracnide pericoloso è il ragno di sabbia a sei occhi (Hexophthalma hahni oppure Sicarius hahni) dei deserti africani. È un ragno di 5 centimetri il cui veleno possiede effetti necrotici (alterazioni strutturali irreversibili comportanti la perdita di qualsiasi funzione vitale a carico di gruppi cellulari, zone di tessuto o porzioni di organo). Incontrarlo è raro perchè è solito nascondersi nella sabbia del deserto per attendere l’arrivo di una preda. È un cacciatore formidabile in quanto è in grado di resistere senza acqua né cibo per parecchi mesi.

3) L’ultimo della lista è il ragno dei cunicoli (Atrax robustus), nativo e presente solo in Australia. Prende il nome dalla forma a imbuto delle tane che realizza tessendo la tela; la lunghezza del suo corpo varia dall’uno ai cinque centimetri. Il suo veleno è risultato innocuo per diversi animali da laboratorio ma è letale per i primati e per l’uomo, nonostante dal 1981 sia disponibile un antidoto che ha azzerato i casi mortali.

L’Italia, nonostante sia un paese sicuro da questo punto di vista, è casa di due specie pericolose per l’uomo ma non mortali: il ragno violino e la malmignatta.

  • il ragno violino (Loxosceles rufescens) è un ragno che non supera i 9 millimetri di lunghezza ed è poco appariscente, fatta eccezione per una macchia sul torace che ricorda la figura di un violino. Si tratta di una specie notturna che, con l’urbanizzazione del territorio, si sta abituando a vivere negli edifici degli esseri umani, soprattutto nei punti più nascosti. Nonostante la sua capacità di mordere, si tratta di un esemplare timido che preferisce la fuga all’attacco ma, quando inietta il veleno, potrebbe causare mesi di attesa prima di una totale guarigione. È nativo dell’area mediterranea ed in Italia è stato segnalato su tutto il territorio nazionale. Con la globalizzazione è stato “esportato” un po’ in tutto il mondo.
  • la malmignatta, o vedova nera mediterranea (Latrodectus tredecimguttatus), è un aracnide appartenente al noto gruppo delle vedove nere. L’esemplare femmina è caratterizzato dall’avere tredici macchie rosse sul corpo, che esibisce come avvertimento contro i predatori. Il veleno causa sudorazione, nausea, conati di vomito, febbre, cefalea (mal di testa o di collo), forti crampi addominali e nei casi più gravi perdita di sensi; solamente nei bambini, negli anziani o nei soggetti fragili talvolta può incombere la morte. Si trova in Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Puglia e Sardegna ed è stato reperito dal Mediterraneo alla Cina.

ARTICOLO SUI SERPENTI PIÙ VELENOSI DELLA TERRA

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