CON ACBS: UNITI CONTRO IL BULLISMO

Nella giornata di sabato 15 febbraio 2020, ci ha fatto visita nel nostro Istituto un giovane di nome Vincenzo Vetere, presidente di Associazione Contro il Bullismo Scolastico (ACBS), ed ha raccontato a tutti noi, alunni delle classi seconde, la sua esperienza.

Vincenzo ha iniziato il suo incontro raccontandoci come lui e suo fratello sono stati per anni vittime di bullismo all’interno delle mura scolastiche, chiedendoci e spiegandoci in modo più dettagliato in cosa consiste questo fenomeno.

Il suo racconto ha evidenziato come lui e suo fratello maggiore abbiano subito più bullismo femminile che maschile, perché i ragazzi gli facevano male “solo” fisicamente, mentre le ragazze, attraverso le loro parole vuote e cattive, li facevano sentire umiliati.

Abbiamo, insieme, riflettuto sul fatto che il bullismo ti fa credere di essere quello che NON sei ed è per questo che molti ragazzi giungono a commettere dei gesti estremi: infatti – purtroppo – di bullismo si può morire.

Vincenzo ci ha spiegato che il fenomeno di cui stiamo parlando, per essere effettivamente considerato tale, deve avere tre caratteristiche fondamentali:

  1. l’intenzionalità: i bulli/e sono persone molto astute, che studiano la propria vittima pensando a come ottenere quello che vogliono
  2. la persistenza nel tempo: i bulli/e continuano a prendere di mira la stessa persona senza mai stancarsi
  3. l’asimmetria della relazione: chi subisce non riesce a reagire.

È importante capire che la nostra indifferenza – a scuola ma anche negli oratori, nelle palestre e nelle altre strutture in cui i giovani si incontrano – è il lato peggiore del problema, perché fa sentire i bulli e le bulle al sicuro e quindi consente loro di prendere di mira una compagno/a più debole, o più timido, facendosene “belli” agli occhi degli altri.

Vincenzo ci ha fatto ragionare sul fatto che, nella maggior parte di queste situazioni, l’aggressore prevarica sulle vittime, anche perché è sostenuto dai cosiddetti spettatori: coloro che guardano senza reagire quello che sta succedendo.

Esistono tre forme di bullismo, che anche Vincenzo ha subito: quello fisico, quello psicologico e il cyber.

La prima modalità non ha bisogno di descrizioni; tuttavia è la seconda quella più diffusa, soprattutto alle superiori.

In questo caso è difficile denunciare un singolo o un gruppo di persone, perché è un intero contesto che fa credere erroneamente alla vittima di essere il problema.

Il cyberbullismo è un insieme di atti di umiliazione, molestia, diffamazione, aggressività compiuti tramite l’uso della tecnologia e dei social.

Vincenzo ha introdotto questa ultima forma di bullismo facendo una piccola presentazione dei social più “pericolosi”, quali: Facebook, Instagram, TikTok, Telegram e Omegle, facendoci capire in modo dettagliato quali sono i possibili pericoli di queste sei applicazioni, nel caso vengano usate da giovanissimi o in modo ingenuo.

Infine, nell’ultima parte dell’incontro, ci ha mostrato un video nel quale, nel corso di un’intervista RAI, lui, suo fratello maggiore e la loro mamma spiegano quello che hanno dovuto affrontare in quegli anni e quanto è stato difficile per tutti loro.

Oggi sia Vincenzo che suo fratello sono due persone realizzate, umanamente e professionalmente, e si impegnano attivamente con ACBS perché, in un futuro non lontano, nessuno più subisca quello che hanno sofferto loro.

Concludo dicendo che il modo migliore di combattere il bullismo è fare gruppo: anche due sole persone, se sono davvero unite, possono fare molte cose.

Inoltre, non dimentichiamo che, spesso, il bullo è più vittima della vittima, in quanto solo una persona in seria difficoltà può credersi forte tormentando gli altri.

Mi vedete con Vincenzo (al centro) e alcuni compagni di 2^Ap.

Voglio dire GRAZIE:

  • alla professoressa Livia Del Monte, che ha organizzato l’incontro, ed alla professoressa Ornella Simonelli che ha fornito il contatto ACBS, in quanto già collaborava in passato con Vincenzo Vetere;
  • alla mia compagna Linda Bellobarbici, che mi ha fornito aiuto e spunti per scrivere questo articolo.

Chiara Bassani – 2^Ap

Una risposta a "CON ACBS: UNITI CONTRO IL BULLISMO"

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  1. Desidero esprimere un sincero e sentito apprezzamento nei confronti delle studentesse Bassani e Bellobarbici per quanto condiviso attraverso il blog corrieredellaserra. La speranza e’ che il loro appassionato e coinvolgente racconto abbia ad essere letto e recepito dal maggior numero di studenti affinche’ la “piaga” del bullismo possa scomparire al piu’ presto da qualsiasi luogo, la scuola in primis.
    Complimenti ragazze, avete dimostrato come gli studenti, quando motivati, sono in grado di gestire al meglio anche pause didattiche “forzate” come l’attuale legata al coronavirus.
    Un ringraziamento anche allo studente Ovidiu Alexa per le informazioni puntuali, relative all’utilizzo del blog, che dispensa con gentilezza e professionalita’.
    Alessio Latini

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