Le piante carnivore

Durante il corso dell’evoluzione, all’interno del regno delle piante (Plantae), si sono differenziati alcuni organismi molto particolari. Sono le piante carnivore che, con più o meno 500 specie diffuse in tutto il mondo, rappresentano attualmente circa lo 0,128% di tutte le varietà di vegetali sulla Terra (più di 390.000). La peculiarità che le differenzia dalle altre piante è la capacità di catturare e di consumare organismi protozoi e animali, per lo più artropodi, con l’obiettivo di trarne il nutrimento necessario alla sopravvivenza data la debole efficienza fotosintetizzante. Infatti, tale attitudine è data dall’adattamento a suoli molto acidi e poveri di sostanze minerali, come quelli delle torbiere e delle paludi. L’azoto, l’elemento fondamentale per la crescita e lo sviluppo, viene assimilato dalle piante carnivore attraverso la degradazione delle proteine animali, contenenti naturalmente il gruppo funzionale amminico (-NH2).

Un esemplare di venere acchiappamosche (Dionaea muscipula) mentre cattura un insetto

Le piante carnivore, dette anche “insettivore”, si distinguono dalle piante semi-carnivore o protocarnivore, organismi in grado di catturare gli insetti ma incapaci di digerirli, molto probabilmente a causa di una funzione persa durante l’evoluzione.

Fanno parte delle angiosperme fanerogame, l’84% circa delle specie sono dicotiledoni mentre il restante 16% è monocotiledone. Le dicotiledoni si dividono in 4 ordini e 10 famiglie, le monocotiledoni in 1 ordine e 2 famiglie.

Lo studio dell’evoluzione delle piante carnivore, cioè la comprensione dell’origine o delle origini, è complesso. A causa della natura erbacea della pianta, che la porta a degradarsi facilmente in poco tempo, i ritrovamenti fossili sono pochi. Si pensa che le trappole, l’elemento morfologico distintivo, siano modificazioni delle foglie e del fusto causate dalla necessità di adattamento all’ambiente circostante. Si è notato, infatti, un continuum spazio-temporale tra le poche specie fossili ritrovate, come l’Archaeamphora longicervia, e le varietà attualmente esistenti.

Ricostruzione fedele dell’Archaeamphora longicervia, pianta carnivora estinta trovata in forma fossilizzata nella regione del Liaoning, nella Cina nord-orientale

Le tecniche di cattura degli organismi di cui si nutrono sono varie. La più conosciuta è, per antonomasia, quella a scatto della venere acchiappamosche (Dionaea muscipula). Si attiva quando un organismo sfiora determinati sensori posti sulla superficie della pianta. Altre tecniche di cattura, seppur meno spettacolari, vengono eseguite da altre trappole, come quella ad ascidio o caraffa della Darlingtonia californica (immagine in evidenza) oppure la trappola ad aspirazione che, sfruttando un vuoto di pressione all’interno di una camera, risucchia le prede per poi bloccarle.

Esemplare coltivato di venere acchiappamosche (Dionaea muscipula)

Nonostante abbiano un areale abbastanza vasto, le piante carnivore sono abbastanza rare da trovare. Per compensare, però, crescono bene anche in ambienti creati appositamente dall’uomo. Richiedono principalmente irrigazione tramite acqua piovana o distillata, in quanto alcuni elementi minerali come i sali di calcio contenuti nell’acqua comune sono nocivi per le piante stesse, una temperatura variabile tra i 5 e i 30 °C in base alla specie considerata e, paradossalmente, trattamenti in caso di infestazione da parte di insetti o funghi parassiti. Bisogna prestare attenzione, però, a non disturbare continuamente la pianta inducendola all’utilizzo delle trappole senza motivo. Infatti, il movimento delle parti interessate alla cattura delle prede consuma tanta energia che non verrebbe compensata dalla digestione dell’organismo catturato. Molte sono le cultivar ottenute tramite miglioramento genetico per ridurre le cure necessarie da parte dell’uomo.

Il loro fascino ha influenzato molto la narrativa, il cinema e i videogiochi. Una delle più famose è sicuramente la Pianta Piranha presente nella serie di Super Mario.

La “Pianta Piranha” di Super Mario, uno dei nemici più comuni della serie

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