I cristalli e le gemme: storia, arte, gioielli e… agricoltura!

Durante le diverse ere geologiche che hanno plasmato la Terra, all’interno della crosta terrestre, si sono formate alcune particolari strutture, altre comuni e talune estremamente rare, che oggi conosciamo con il termine di minerale o cristallo (“minerale” deriva dal francese antico miniere: “miniera” mentre “cristallo” proviene dal latino crystallus che, a sua volta, è stato importato dal greco krýstallos: “ghiaccio”). È opportuno sottolineare che a livello tecnico i due termini non sono sinonimi come nel parlato comune: il minerale, a livello geologico, è una qualsiasi sostanza, solida o fluida, chimicamente e fisicamente omogenea con una struttura atomica ben definita. Il cristallo, invece, è un composto sempre omogeneo nel quale gli atomi sono disposti in maniera regolare al suo interno, formando il reticolo cristallino, caratteristico di ogni gemma. Il cristallo può anche essere riprodotto artificialmente dall’industria dei cristalli sintetici.

Le scienze che si occupano dei minerali, dei cristalli e delle relative gemme sono la mineralogia e la cristallografia, entrambe appartenenti alla più ampia geologia.

Da quando sono stati scoperti, nella storia, i minerali hanno sempre avuto un ruolo all’interno delle attività umane, sia a livello fisico-meccanico (per la fabbricazione di strumenti, fili da taglio e, più recentemente, all’interno dei dispositivi informatici come conduttori) che mistico-intellettuale (magia, sciamanesimo, stregoneria, simbologia e cristalloterapia).

I primi cristalli a trovare impiego furono la selce, l’ossidiana e il quarzo durante l’epoca del Paleolitico (iniziato convenzionalmente 2,5 milioni di anni fa e terminato nel 10000 a.C.) dove furono impiegati, per la loro resistenza, nella produzione di utensili da lavoro.

Poco più tardi furono reperiti l’oro e l’argento, alcuni dei minerali ancora oggi più conosciuti e ricercati, anche in economia, dove vengono acquistati come antidoti all’inflazione. Il valore commerciale dell’oro, infatti, non diminuisce nel tempo e questo fa sì che il metallo possa essere convertito in moneta senza che questa perda di valore causando inflazione.

Ritornando alla storia, durante il periodo dei Greci e dei Romani (circa 2000 anni fa) le gemme ottennero un enorme successo grazie al loro impiego nelle religioni e nell’arte. In quest’ultima, i lapislazzuli, infatti, già adoperati dagli Egizi come gioielli e trovati di recente in alcune tombe faraoniche, erano la fonte naturale di un colorante blu-azzurro oggi conosciuto come blu oltremare.

In alcuni momenti storici, dato il loro impiego, sono costati più dell’oro e, tra le varie opere d’arte per le quali sono stati adoperati, ci sono gli affreschi della Cappella Sistina della Città del Vaticano, in particolare il Giudizio universale realizzato da Michelangelo.

Il Giudizio universale, l’affresco realizzato da Michelangelo nella seconda metà del XVI secolo per decorare la parete dietro l’altare della Cappella Sistina. Lo sfondo, l’abito di Maria (a destra del Cristo giudice nel centro dell’immagine) e altri dettagli sono stati realizzati tramite il colorante blu ottenuto dai lapislazzuli.

Oggigiorno, i cristalli, in maniera particolare le gemme, sono usati in due grandi settori: la gioielleria e la cristalloterapia.

Per antonomasia, la gemma più conosciuta e ammirata in gioielleria è il diamante, una delle forme naturali attraverso le quali può presentarsi il carbonio. Fino al 1850 gran parte dei diamanti estratti proveniva dall’India, adesso la maggior parte delle miniere si concentra in Sudafrica. Il diamante più grande mai estratto fino a ora è stato scoperto per caso nel 1869 da un pastore africano ed è stato nominato La Stella d’Africa. Con il passare degli anni è stato tagliato e attualmente tutti i frammenti sono conservati nella Torre di Londra.

Un anello con un diamante, ad esempio, ha un valore medio variabile tra i 1.500 € e i 100.000 €.

Altri minerali particolarmente impiegati per la realizzazione di accessori e altri gioielli sono l’oro, l’argento, il quarzo, il topazio, l’acquamarina, l’opale e tanti altri.

La cristalloterapia è una delle tante pratiche della medicina alternativa e si pone come obiettivo, attraverso l’applicazione di determinati cristalli, l’eliminazione dei dolori e dei disturbi di una persona. La veridicità non è ancora stata dimostrata tramite metodo scientifico e, attualmente, tale pratica fa parte del gruppo delle pseudoscienze.

Il principio della terapia tramite cristalli risiede nella credenza che ciascuna gemma abbia un campo energetico in grado di interagire con l’aurea di ciascun essere vivente.

Vari cristalli produrrebbero effetti diversi. Ad esempio, l’ametista aiuterebbe a far passare le emicranie, la fluorite andrebbe bene per le donne in gravidanza mentre l’amazzonite gioverebbe all’amore.

Date le varie caratteristiche che un cristallo può assumere, come la forme, il colore, la trasparenza ecc., le gemme sono anche uno degli oggetti adoperati nell’arredamento e nell’esposizione.

E nell’agricoltura, i cristalli hanno qualche ruolo?

Uno dei composti cristallini più conosciuti nel settore agricolo è il solfato di rame (o poltiglia bardolese, di formula chimica CuSO4), impiegato generalmente come fungicida anticrittogamico oppure come alghicida nella coltivazione del riso. Deriva da due minerali naturali e rari: la calcocianite e la calcantite anche se, dato l’impiego su vasta scala, viene direttamente sintetizzato nell’industria chimica.

Un altro ruolo si trova nel design ambientale. Alcuni giardini vengono decorati attraverso la messa a dimora di determinati cristalli, naturali o sintetici, che con i loro colori e le loro forme ne diversificano e ne arricchiscono l’aspetto alla vista.

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