Il mondo degli scacchi

Gli scacchi, termine che deriva dal persiano šāh “re”, sono uno dei giochi più conosciuti e praticati al mondo, fin dalle epoche più remote. Nonostante l’origine del gioco attuale sia travagliata e di difficile datazione, si pensa che gli scacchi odierni siano il risultato del mescolamento di più attività ludiche, alcune delle quali risalenti al VI secolo a.C., originatesi in diversi paesi e in diversi momenti.

Gli scacchi, considerato che possono essere giocati sia a livello materiale che informatico, sono praticati ovunque, in modo ricreativo oppure, come accade nei circoli e nei tornei dedicati, con una base tecnica e professionale. Come tutti i giochi di strategia, gli scacchi, infatti, richiedono grandi capacità di ragionamento, di calcolo mentale e di previsione dello sviluppo dei pezzi sulla scacchiera. A questo proposito, è interessante rilevare che, in seguito a delle analisi matematiche approfondite, il numero possibile di partite che si possono legalmente svolgere sulla scacchiera è stato stimato essere 10500, cioè un 1 con altri cinquecento zeri, un numero estremamente alto che molte calcolatrici di uso comune non sono in grado di mostrare. Si evince di conseguenza la grande complessità razionale delle grandi potenzialità che il gioco possiede, oltre al fatto che, a differenza di altre attività ricreative da tavolo, la casualità degli eventi (spesso riconosciuta come “fortuna” o “sfortuna”) è pari a zero, in altri termini la vittoria o la sconfitta dipende totalmente dalle capacità del giocatore.

Una partita a scacchi tradizionali tra due giocatori avversari (esistono anche altre varianti del gioco, sviluppate negli anni da diversi esperti e campioni) richiede una scacchiera (o tavoliere) e 32 pezzi di gioco, 16 per giocatore, divisi in due colori, il bianco e il nero. La scacchiera è composta da 64 caselle, suddivise in 8 righe (dette anche traverse) e 8 colonne, alternativamente colorate di bianco e di nero (oppure, in generale, di colori chiari e scuri).

La scacchiera tradizionale per il gioco. All’inizio di ogni partita, la scacchiera deve essere posizionata in modo tale che ciascun giocatore, rispetto alla propria visuale, abbia la casella in basso a destra di colore chiaro. Le lettere e i numeri identificano rispettivamente le colonne e le righe e servono per la notazione scacchistica delle mosse.

I pezzi, in ordine di importanza assoluta, ossia senza un contesto specifico sul tavoliere, sono il re ♔, la donna ♕ (o regina), la torre ♖, l’alfiere ♗, il cavallo ♘ e il pedone ♙. Il re, ovviamente, è il pezzo più importante in quanto la sua perdita consiste nella conclusione della partita. Ciascun pezzo ha movimenti diversi, può eliminare o “mangiare” i pezzi nemici e il giocatore deve essere in grado di valutare come muovere ciascun elemento sulla scacchiera per poter sviluppare una partita a suo favore.

L’obiettivo del gioco, come risaputo, è lo scacco matto, traducibile nella vittoria del giocatore che lo esegue e nella sconfitta del giocatore che lo subisce. Una partita, però, non sempre può terminare con una vittoria da parte di uno dei due sfidanti; talvolta, in caso di situazioni complesse, i giocatori possono accordarsi per una patta oppure, quando uno dei due avversari comprende che la sua probabilità di vittoria è remota, può rassegnare la partita facendo automaticamente vincere l’altro.

Ci sono tante situazioni che potrebbero verificarsi sulla scacchiera e nei suoi pressi, sta ai giocatori decidere come affrontare le varie e spesso difficili situazioni che si presentano, in base alle proprie competenze e all’esperienza accumulata.

Le regole complete degli scacchi, dove in allegato sono presenti anche i regolamenti per le partite ufficiali formulati dalla FIDE (Federazione Internazionale Degli Scacchi), possono essere trovate qui: http://www.arbitriscacchi.com/up_file/439-Laws_of_Chess_Italiano.pdf.

Il grande coinvolgimento mentale necessario per lo svolgimento di una partita ben giocata è di interesse psicologico e pedagogico. Ad esempio, infatti, si è notato che giocare fin da piccoli a scacchi aiuta la memoria e il rendimento nel medio e nel lungo termine. Ulteriori studi affermano che l’impegno mentale derivato dallo studio delle mosse sulla scacchiera e che la continua pratica rafforzano la rete neuronale e lo sviluppo della materia grigia del cervello, oltre che ritardare l’invecchiamento cerebrale. Per citare qualche dato, si è stimato che gli studenti e i lavoratori intellettuali che giocano a scacchi con costanza e impegno hanno un rendimento maggiorato del 17%.

Con questo obiettivo, nel 2015, il parlamento spagnolo ha approvato una legge che rende obbligatoria la materia degli scacchi nelle scuole.

In questo senso, tale gioco viene anche impiegato nel trattamento psicologico e psichiatrico di persone, in particolare di giovane età, con problemi come la sindrome di Asperger, l’iperattività e addirittura con chi presenta complicanze derivate dalla tossicodipendenza, o, comunque, da attività che interessano l’area cerebrale.

Gli scacchi, inoltre, proprio per la forte componente matematica della quale sono caratterizzati, generano interesse anche nel settore dell’intelligenza artificiale. Nel 1996, Deep Blue, un computer appositamente progettato per gli scacchi, è riuscito per la prima volta nella storia, come non-umano, a sconfiggere il campione in carica di allora, Garri Kasparov. A partire da quell’anno diverse aziende del settore hanno cominciato a sviluppare diversi software scacchistici e, al giorno d’oggi, è risultato evidente che agli alti livelli sono sempre le macchine ad avere la meglio, in quanto la potenza di calcolo che sono in grado di sviluppare non è attualmente raggiungibile dal cervello umano.

Per chi volesse provare il gioco degli scacchi oppure giocare in maniera costante, uno dei siti e delle comunità più grandi è Chess.com (https://www.chess.com/), dove si può giocare sia contro il computer (regolabile su diverse difficoltà) che con altre persone reali da tutto il mondo e perfezionarsi tramite lezioni assistite e la risoluzione di puzzle più o meno difficili.

Alexa Ovidiu – 5ªBp

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