Quale indirizzo? Una inchiesta tra i ragazzi.

Come ogni anno, nella nostra scuola, le classi seconde si sono trovate davanti ad una scelta: in quale dei tre indirizzi proseguire il proprio percorso di studi?

Nell’anno scolastico 2020/21, a causa dell’emergenza sanitaria, l’approccio a tale scelta proposto dalla scuola è stato differente, generando in alcuni qualche difficoltà e dubbio in più.

Con il fine di migliorare gli strumenti messi in campo per scegliere l’indirizzo, abbiamo deciso di svolgere un’indagine tra gli studenti delle classi seconde del I.I.S. Mario Rigoni Stern, per capire i criteri con cui hanno scelto e quali strumenti sono stati più utili.

Al questionario hanno risposto un totale di 57 studenti.

Riportiamo le domande poste, le percentuali di risposta e le motivazioni maggiormente proposte dagli intervistati.

E’ stato difficile scegliere l’indirizzo?
In 44 persone (77,2%) non hanno avuto difficoltà nella scelta, mentre le restanti 13 persone (22,8%) hanno riscontrato uno o più problemi.

Quali di questi problemi hai riscontrato?
Per la maggior parte dei ragazzi (63,2%) non ci sono stati problemi o la scelta era già stata presa in principio (ingresso alla classe seconda o ingresso alla scuola superiore), il 24,6% degli studenti esprimeva ancora indecisione, una parte più piccola (8,8%) si diceva confusa in merito all’indirizzo da scegliere. Il 7% ritiene che il tempo a disposizione non è stato sufficiente e l’1,8% reputa che la scelta venga proposta troppo presto rispetto all’età.

I genitori hanno influito sulla scelta?
Nonostante questa domanda possa sembrare banale, una percentuale di studenti è stata influenzata dai propri genitori, anche se dovrebbe essere una scelta del tutto autonoma.

I professori hanno influito sulla scelta?
Il 93% degli studenti non è stato influenzato, mentre la restante parte dice di esserne stata poco influenzata. A differenza della precedente domanda, forse maggiori consigli da parte dei professori, anche personalizzati sulla base del nostro percorso di studi nel biennio, sarebbero stati utili per aiutare i confusi e gli indecisi.

Con che criteri hai scelto?
Delle 76 risposte il 77,2% ha scelto l’indirizzo per interesse personale, il 28,1% ha scelto per le maggiori possibilità di lavoro, a seguire il 12,3% possiede un azienda di famiglia che ha intenzione di portare avanti, il 10,5% si è basato sull’esperienza di fratelli, sorelle o amici e una piccola percentuale per passione.

I video della scuola sono stati utili?
La scuola ha proposto tre video, uno per ogni indirizzo, che riassumono tutto ciò che verrà fatto durante il triennio. Ciò è apparso utile ad una buona percentuale di studenti.

Sia che tu abbia risposto SI, sia che tu abbia risposto NO, puoi dirci perché?
La maggior parte dei ragazzi ha affermato che i video sono stati utili perché hanno fatto chiarezza su eventuali dubbi e hanno fornito un’idea di ciò a cui si andrà incontro in base all’indirizzo scelto. Alcuni degli studenti che hanno risposto NO dichiara di non averli visti, mentre ad altri hanno suscitato ulteriori dubbi.

L’incontro dell’1 febbraio è stato utile?
Il 56,1% degli studenti lo ha trovato utile, mente il 43,9% no.


Sia che tu abbia risposto SI, sia che tu abbia risposto NO, puoi dirci perché?
I ragazzi che hanno risposto SI affermano che i professori sono riusciti a chiarire i loro dubbi, mentre tra coloro che hanno risposto NO, in realtà la maggior parte non ha partecipato e solo pochi ritengono che abbia generato ancora più confusione.

Se fosse possibile, cambieresti la scelta fatta?

Solo il 5,3 % pari a tre studenti cambierebbe la sua scelta, per i quali è emerso che cambierebbero non per loro indecisione ma perché sono stati obbligati a cambiare indirizzo.

Veniamo adesso ad una delle questione più dibattute dagli studenti di seconda, abbiamo chiesto: Ritieni che il possibile cambio di indirizzo obbligatorio è, lasciando la possibilità di esprimersi liberamente.
Dall’indagine è emerso che la maggior parte dei ragazzi è critica nei confronti di questa modalità, soprattutto quelli che pur avendo espresso enologia come seconda scelta sono stati “dirottati” su un atro indirizzo. Altri studenti, invece, ritengono il criterio giusto per garantire la continuità di tutti e tre gli indirizzi.

Sei tra gli studenti che hanno dovuto cambiare indirizzo?
Il 54,4% (31 studenti) degli studenti non ha dovuto cambiare indirizzo, mentre il 26,3% (15) SI. La restante parte, (circa una decina degli intervistati), alla metà di marzo quando abbiamo somministrato il questionario, non conosceva ancora l’esito dell’estrazione, metodo con cui si decide il cambio di indirizzo o meno.

Come migliorare la scelta dell’indirizzo? Proponi dei metodi per migliorare l’approccio dei professori nei confronti di questa decisione.
Dalle risposte che abbiamo ricevuto è risultato che gli studenti avrebbero voluto più incontri e un maggior approfondimento da parte dei professori. Purtroppo quest’anno non è stato possibile approfondire gli indirizzi con i ragazzi che li frequentano, attività effettivamente utile per guardare alla scelta, ma, come ha scritto qualcuno nel questionario “purtroppo nell’emergenza di quest’anno non si poteva fare diversamente”.

Colleoni Alessia e Torri Margherita

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