Bella Ciao. Un canto alla libertà internazionale.

“E’ una canzone che ancora mobilita i cuori e le menti di donne e uomini che non hanno rinunciato ad opporsi all’oppressione in qualunque forma e sotto qualunque sole si manifesti”

Moni Ovadia
Bella Ciao

Canzone dall’origine ancora incerta, Bella Ciao è diventata famosa dopo la Liberazione perché idealmente associata all’intero movimento partigiano. Questo nasce dalla volontà di trovare un testo che avesse valori universali di libertà e opposizione alle dittature e alla guerra, senza riferimenti politici o religiosi.

La storia di Bella Ciao è veramente particolare.

“Se Bella ciao fosse qualcuno, donna o uomo non importa, questi sarebbe nato in una città bilingue, da genitori apolidi, figli a loro volta di altre lingue e che in casa parlavano un dialetto a noi oggi poco noto…”

Carlo Pastelli

In che modo un canto d’amore e morte nato nel Cinquecento, del quale si hanno le prime tracce in Normandia, è approdato in Piemonte e in Veneto nell’Ottocento, fino a essere “adottato” da partigiani, mondine e da un violinista yiddish? Proponiamo la spiegazione di Carlo Pastelli, linguista e musicista, nella seguente intervista rilasciata a “la RepubblicaTv”, autore di un piccolo libricino che racconta la storia di questa canzone, diventata oggi un inno universale alla libertà dall’oppressione.

Intervista a Carlo Pestelli, linguista e musicista torinese.

Vanessa Suardi

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