NOI, PARTIGIANI.

Il 25 aprile 1945 è la data della liberazione dai nazi-fascisti della città di Milano. Pochi giorni prima il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione generale nei territori del Nord della Penisola. Il CLNAI assunse il potere “in nome del popolo italiano” e decretò la condanna a morte del fascismo. Da allora, il 25 aprile è il giorno dei “festeggiamenti” in memoria della Liberazione Italiana.

Quest’anno vorremmo portare all’attenzione di tutti il progetto lanciato dall’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani): costruire un MEMORIALE ON LINE DELLA RESISTENZA ITALIANA che raccoglie interviste e testimonianze delle preziose e dei preziosi partigiane e partigiani rimasti.

Il progetto prosegue la ricerca, avviata nel 2019, dei protagonisti di quel momento storico ancora in vita, quelle donne e quegli uomini provenienti da una realtà non troppo lontana dall’attuale, una generazione portatrice di memorie e di insegnamenti. L’obiettivo è quello di raccogliere il maggior numero possibile di testimonianze dei protagonisti della Resistenza, comprese le molte rilasciate in precedenza e disseminate in vari archivi, in modo che ci sia un “luogo”, se pur virtuale, dove incontrarli tutti (https://www.noipartigiani.it/?s=partigiani). Attualmente le testimonianze raccolte sono 500.

Le testimonianze di coloro che sono ancora in vita, sono pezzi di storia la cui intensità può essere raccontata solo da coloro che l’hanno vissuta in prima persona. Ognuna di queste testimonianze, ognuno di questi racconti, da modo al singolo di poter percepire la difficoltà, la paura e la forza che hanno avuto coloro che hanno lottato per la libertà.

Qui sotto, proponiamo i link di alcune delle testimonianze di partigiane e partigiani che dopo quasi 70 anni, raccontano la loro esperienza nitidamente, esperienza che li ha segnati nel profondo, segnalandovi che ci hanno emozionato di più.

Carla Dappiano, al minuto 18:20, racconta dove si trovava il giorno della liberazione.

Enrico Torreri e Luigina Acchiardi, marito e moglie, lei antifascista e lui partigiano. Entrambi hanno fatto una sola scelta, quella di lottare assieme per la libertà.

Giglio Mazzi, partigiano della 37a brigata Alì. Al minuto 14, racconta della sparatoria del 1° gennaio 1945, è stato ferito, in quel momento, provava più paura o dolore? Nessuno dei due, solo la voglia e la speranza di una vittoria.

“Vivo, sono partigiano . Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.”

-Germano Nicolini-

Perico Gaia

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