Strage di Capaci, il filo rosso della memoria

Il 21 marzo abbiamo celebrato la Giornata della Memoria e dell’Impegno contro la Mafia attraverso un video nel quale leggevamo i nomi di alcune persone vittime della criminalità organizzata e, in quel video, ci davamo appuntamento al 23 maggio, per non dimenticare, per riannodare i fili della memoria.
Il 23 maggio 2022, infatti, si ricordano i 30 anni dalla strage di Capaci (Palermo): un attentato organizzato da Cosa Nostra per uccidere Giovanni Falcone, un famoso magistrato che lottava contro la mafia. Un’esplosione causata da mine con attivazione a distanza causò la morte di Falcone, di sua moglie, Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro; ventitré persone rimasero ferite.
Perché è stato necessario “eliminare” Falcone?
Giovanni Falconi da anni lavorava per sconfiggere la mafia. Il magistrato utilizzava una tecnica chiamata: “Metodo Falcone”, tecnica che viene utilizzata ancora oggi e che è risultata efficace per combattere la
criminalità organizzata.
Quali sono le caratteristiche di questo metodo?
Il metodo Falcone si avvale di indagini finanziarie presso banche e istituti di credito sia in Italia che all’estero, con l’intento di riuscire a rintracciare il movimento di capitali sospetti. Ci si muove a livello internazionale in modo da riuscire a bloccare la criminalità organizzata, non più solo su scala nazionale, per metter fine ai processi inconclusi.
Ad esempio, a causa dell’insufficienza di prove, negli anni ‘70 e ‘80 non si riuscivano a portare a termine i processi contro la mafia, ma, successivamente, grazie al “Metodo Falcone”, molte persone furono
processate.
La mafia però non guarda in faccia nessuno, ed elimina qualsiasi ostacolo per perseguire i suoi scopi. Falcone era uno di questi ostacoli, era un simbolo della lotta contro la mafia. Per questo motivo fu
assassinato nella strage di Capaci, strage che rappresenta un esempio perfetto di come la mafia sia ostinata: pur di uccidere una sola persona ha provocato una strage coinvolgendo 29 persone.

Non osiamo immaginare il dolore delle famiglie di tutte le vittime coinvolte. Giovanni Falcone ha dato la vita per la giustizia, è un esempio internazionale e per questo deve essere ammirato da tutte le generazioni.

La strage di Capaci lascia un forte messaggio a noi giovani: dobbiamo renderci conto di tutto l’impegno che uomini e donne come Falcone hanno messo per eliminare Cosa Nostra, per permetterci di
vivere in un modo senza mafia. Come diceva Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano”.

Noi oggi vogliamo ricordare Falcone condividendo il desiderio e l’impegno di vivere in un mondo senza mafia.

Bellani Sara, Mazzolini Caterina, Pagnoncelli Celeste, Rota Silvia, Tribbia Vera.

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